Gli Angoli remoti del Presente
di Stefano Piroddi

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Gli Angoli remoti del Presente
di Stefano Piroddi

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Se i sognatori fossero al potere, la realtà sarebbe un sogno.

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Descrizione

Nella realtà grigia e depressa dei nostri giorni, irrompe un ragazzo venuto dal nulla, con l’obiettivo di cambiare il mondo attraverso la potenza dell’Arte e della Poesia. E’ Oscar Petri, il quale dichiara guerra al nostro modello di Civiltà mettendosi a capo di una rivolta giovanile senza precedenti: un evento che spacca le famiglie, ridicolizza i media e la politica, spazza via certezze ritenute incrollabili.

Estratto dal libro:

“Luca, perchè stiamo facendo tutto questo?”
“Credo che la molla di tutto sia un forte desiderio di rivincita.”
“Rivincita su cosa? O su chi?”
“Su un mondo che non è, e non sarà mai il nostro, Roberto… Noi, semplicemente, vogliamo un altro mondo, creato a nostra immagine e somiglianza…”

Recensioni

  1. admin

    Alla ricerca di un nuovo modello di società.
    La storia di tanti ragazzi e ragazze con tanta voglia di cambiare il mondo.

    “Un romanzo originale, che sicuramente fa e farà discutere.” E’ questo il primo commento fatto da tutti coloro che hanno letto il romanzo “Gli angoli remoti del presente”, un’opera narrativa che apre nuovi scenari, denuncia e propone ma soprattutto trasmette un messaggio. Questo è in breve il contenuto di un romanzo che non ha il solo scopo di narrare una storia.
    “Gli angoli remoti del presente”, che verrà presentato presso la Biblioteca di S.Gavino M.le a Gennaio, è un libro scritto da Stefano Piroddi, giovane autore del nostro territorio che ha deciso di veicolare un particolare messaggio di cambiamento attraverso la sua opera narrativa edita da La Riflessione. La storia ha come protagonisti Oscar Petri, figura insolita nel nostro panorama sociale, un anticonformista per eccellenza con la volontà di sovvertire la società odierna per dare un futuro ai giovani. Poi c’è Roberto Salinari, un diciassettenne qualunque che vive insieme a tutti i suoi coetanei e suoi amici o persone conosciute durante il corso degli eventi una nuova avventura destinata a cambiare la sua esistenza e quella del mondo intero.
    Il libro è un viatico per un messaggio importante, un messaggio di denuncia ma non solo. La denuncia di questa società odierna, una società materialista, in cui i miti della televisione la fanno da padrone. La narrazione analizza la “cancrena” di questo sistema con gli occhi dei giovani. Giovani che vorrebbero essere liberi, liberi di volare ma hanno le ali tarpate. Giovani che non sanno come esprimere i loro potenziali, vincolati da degli stereotipi e dei dogmi troppo rigidi. Nel racconto, Oscar Petri assume la figura di colui che intraprende una propria guerra personale per dare un avvenire alla gioventù. Ma al tempo stesso la narrazione propone il superamento di questa fase e un ritorno alle origini per capire il senso del nostro essere, per essere coscienti della natura di cui facciamo parte.
    Una storia interessante, con vari risvolti, ma che si pone come obiettivo il risvegliare la consapevolezza di tanti ragazzi e ragazze del mondo in cui viviamo. Assolutamente da leggere anche per instaurare un dibattito costruttivo su come porre rimedio ai tanti errori che hanno portato la nostra civiltà a questo punto di non ritorno.

    Lorenzo Argiolas

  2. admin

    Lo Scrittore Stefano Piroddi al circolo di Berlino

    Ars longa, vita brevis: dice un antico proverbio latino.
    La volontà di renderci eterni tramite l’arte è radicata nell’uomo. Stefano Piroddi dice che questo vale per tutti gli uomini, non solo quelli che vengono chiamati “artisti”. Stefano Piroddi dice che ognuno di noi ha un talento artistico e che tra le discipline artistiche ogni uomo possa trovare la sua. Stefano Piroddi dice che ogni uomo raggiungerà la felicità interna se trova la sua arte e se inizia a creare un qualcosa suo. “È proprio questo che ci distingue dall’animale.
    L’animale non vede la bellezza di una scultura, l’animale non rimane incantato se sente una poesia, l’animale non ha le lacrime agli occhi se vede un quadro.
    Essere artisti significa essere uomini”, ha detto, sorridendo durante l’intervista.
    Il suo viso era illuminato dalla candela, e mentre mangiava i culurgionis con salsa di pomodoro, preparati da Vincenzo al ristorante “I due migranti”, non ha neanche trascritto una frase perché i pensamenti importanti sono quelli che ti ricordi giorni, mesi e anni dopo. Stefano Piroddi è la persona più intelligente che io abbia conosciuto negli ultimi dieci anni e l’ho anche detto quando l’ho presentato… non perché è stato in grado di scrivere un libro che spiega ciò che riguarda la mia generazione in un epoca Postmoderna che ci sta mangiando il cuore… non perché è stato in grado di descrivere una situazione che riguarda non solo la Sardegna o l’Italia, ma che riguarda tutta l’Europa ed altre parti del mondo… ma perché è in grado di presentare tematiche serie con un tocco di ironia, aggiungendo un po’ di fantasia, creando un romanzo molto scorrevole con un linguaggio che si scioglie senza sole.
    Nel suo romanzo “Gli angoli remoti del presente” presentato a Berlino (settembre 2010), lo scrittore giovane di 34 anni, laureato in giurisprudenza, parla di una gioventù che vive in un mondo di tecnologia, di massmedia e manipolazione.
    Una gioventù d’anime vuote che non sono più in grado di sentirsi sé stessi perché hanno dimenticato cos’è la natura, il lavoro e l’allenamento fisico. Giovani che però sono alla ricerca di un senso, che sono all’avanguardia, che diventeranno Artisti-Guerrieri. Questo avviene con l’apparizione di Oscar Petri, uno dei protagonisti del romanzo. Un ragazzo che arriva dal nulla e che ha un messaggio per i giovani: “Siamo Artisti-Guerrieri / viviamo in pace e non rifiutiamo la guerra / flauto e matita valgono per noi / quanto pugnale e fucile; / liriche e passi di danza / hanno la stessa forza / di mille cannoni”.
    Questo è solo un breve estratto, ci sono tantissime frasi nel romanzo che potrei citare, frasi che i giovani in Sardegna si mandano via messaggi con cellulari, frasi che ci fanno riflettere sulle cose che sono veramente importanti nella vita. Per questo la casa editrice, “La Riflessione”, gli ha già offerto il contratto per il secondo libro, e tra l’altro gli è stato chiesto di scrivere la sceneggiatura per il film.
    Non anticipo la trama perché ognuno lo deve leggere; “Gli angoli remoti del presente”, di Stefano Piroddi, perché è un libro che si apre come un fiore, che si sfoglia lentamente e che lascia un dolce profumo leggero nell’aria.

  3. admin

    In Libreria – L’esordio di Stefano Piroddi
    Quei giovani in corsa verso il sogno d’una vita migliore
    Domenica 15 marzo 2009

    Tra i tanti giovani che vivono immersi in una società di cui non si chiedono più il senso e lo scopo, c’è ancora qualcuno che si ostina a esercitare un sano spirito critico, sottoponendo al vaglio della ragione la realtà che ha davanti e coltivando il dubbio come regola. Non sono molti quelli disposti a ragionare, e immaginare il futuro con occhi liberi da pregiudizi. Eppure proprio da loro passa il destino di chi spera in una riscossa, in un viaggio verso un mondo in cui l’uomo prevalga sulla macchina, il valore sulla merce, l’amore sulla pornografia. Sono loro ad avere gli strumenti per costruire una realtà diversa da quella in cui non si ritrovano, a incarnare la piccola lotta quotidiana di chi non si adatta a un sistema capovolto ed eccessivo. Loro a dare il titolo al romanzo ( Gli angoli remoti del presente , pp. 332, 18 euro, edito dalla Riflessione di Davide Zedda) che segna l’esordio alla scrittura del cagliaritano Stefano Piroddi (ieri la presentazione alla Vetreria di Pirri, con Giancarlo Biffi).
    Non ha scelto un tema facile, Piroddi, per dare avvio alla sua esperienza da scrittore. Avrebbe potuto rincorrere il filone Moccia, oppure inseguire la spirale degli autori tristi che vedono i giovani d’oggi come la prova vivente dell’esistenza di Satana. E invece questo trentatreenne, alla ricerca di un luogo che per ora non c’è, ha deciso di mettere nero su bianco tutto quello che ha capito del mondo in cui vive e che non riesce a digerire. Avrebbe potuto farlo in forma di saggio, di racconto o di breve satira. Ha scelto la forma del romanzo, portando il lettore a seguire le peripezie di un gruppo di giovani che scelgono di cambiare il mondo attraverso una rivoluzione pacifica in nome della tolleranza e della riscoperta dei valori fondamentali. «Ho immaginato un’avventura quasi epica, una corsa verso la realizzazione di un sogno», spiega, «perché mi è sembrata la chiave giusta per dire le cose in cui credo. Non chiedo a nessuno di fare la rivoluzione, però mi basta che il lettore sia invogliato a chiedersi se quello in cui viviamo sia davvero il migliore dei mondi possibili o se non sia il caso di pensarne uno diverso».
    Dietro la finzione narrativa, sono nascosti i grandi temi del dibattito politico contemporaneo: il mito della crescita illimitata, i rischi legati all’inquinamento ambientale, il dominio della tecnica sull’uomo, lo svilimento di valori come solidarietà, rispetto, amore durevole. Temi che si ritrovano anche nei saggi di intellettuali del calibro di Massimo Fini, Zygmunt Bauman o Serge Latouche e che nel romanzo vengono proposti con intelligente leggerezza. «I grandi pensatori spiegano le rispettive tesi con ragionamenti e dissertazioni», osserva lo scrittore esordiente, «mentre io nel mio piccolo ho lasciato che fossero artisti-guerrieri ad entrare in azione: artisti perché hanno la sensibilità per capire le cose che non vanno e l’immaginazione per pensare a un mondo diverso, guerrieri perché hanno il coraggio per tentare di modificare il corso delle cose». Ognuno, questo il messaggio, può provare a modo suo a costruire un mondo diverso, senza ricorrere per forza a una rivoluzione senz’armi. Magari cominciando a riflettere di più sulle cose, a vivere in modo più sobrio, a recuperare l’affetto delle persone sincere, a svolgere con intelligenza la propria missione. Che nel caso di Piroddi passa per un’esistenza all’attacco e la scrittura di nuovi romanzi.
    LORENZO MANUNZA

    FONTE: http://edicola.unionesarda.it/Articolo.aspx?Data=20090315&Categ=9&Voce=1&IdArticolo=2332610

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