Alessandro Macis è nato a Cagliari. Dopo la laurea in Lettere Moderne ha lavorato per diversi anni in un Ente pubblico, licenziandosi per incompatibilità esistenziale. E’ presidente dell’associazione L’Alambicco e svolge l’attività di scrittore e operatore culturale. Ha curato diverse rassegne cinematografiche di cinema d’autore, portando a Cagliari diversi grandi registi del cinema italiano, tra i quali Francesco Rosi, Sergio Citti, Liliana Cavani, Giuseppe Bertolucci, Silvano Agosti. Ha pubblicato le monografie dedicate ai registi cinematografici Sergio Citti e Silvano Agosti e gli atti del convegno “La passione civile nel cinema di Francesco Rosi”. Ha inoltre scritto la sceneggiatura del film Liliana Cavani una donna nel cinema, diretto da Peter Marcias. Il film è stato invitato in diversi Festival, tra i quali Venezia, Roma, Mosca e San Paolo del Brasile. Collabora con la rivista letteraria “Coloris de Limbas”, diretta dal poeta Gianni Mascia, dove ha pubblicato racconti e poesie, e con “Diari di Cineclub” mensile nazionale di cultura cinematografica. Nel 2013 e nel 2014 con i soggetti “Meriam che venne dall’Atlantico” e “Swing per una città che lavora”, è entrato in finale al concorso per progetti cinematografici promosso dalla Società Umanitaria-Cineteca Sarda di Cagliari.

Opere
Eventi

Presentazione del Progetto Culturale de “La Città degli Dei” e del libro D’amor si vive curato da Alessandro Macis. Segue Aperi-Cena

Mercoledì 25 novembre al Frontemare, viale Lungomare del Golfo 150, Quartu Sant’Elena (fronte s’Arena), alle h. 20, presenteremo il volume D’amor si vive. Silvano Agosti e il ritorno alla naturale Creatività dell’Essere, curato da Alessandro Macis. Il volume sarà introdotto dallo scrittore Stefano Piroddi e dal poeta Gianni Mascia. Dopo la presentazione apericena. Il menu…

Tzacca stradoni! Racconti della mala cagliaritana e Coloris de Limbas

Presso “Corto Maltese”, al Poetto, dalle 18 in poi Da Racconti della mala cagliaritana, accompagnato dalla chitarra di Marco Floris, leggerò il secondo, Tzacca stradoni!, che parla di Guido Su Para, un omaccione bisunto che dopo aver studiato giurisprudenza preferì cambiare professione e diventare collettista, ovvero organizzare la colletta affinchè il morto di turno potesse…
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